martedì 28 dicembre 2010

Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon

Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon



Zafon in questo libro riprende il tema del cimitero dei libri dimenticati, ma anche se scritto successivamente all'Ombra del vento fa  un salto indietro agli anni 20
Il racconto è a se stante anche se tornano alcune figure familiari Il padre di Daniel Sempere
ragazzo il nonno di Daniel,  Barcelò e Isaac Monfort fanno parte anche se marginalmente, meno marginalmente solo nel caso della famiglia Sempere.
Il protagonista questa volta è David Martin, un contabile di un giornale  figlio di uno sbandato, diventerà poi uno scrittore, quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.


Rispetto all'Ombra del vento Il gioco dell'angelo è ancora meglio congegnato, sempre collocabile tra il mistery ed il giallo  ti lascia con il fiato sospeso fino l'ultima pagina.

domenica 21 novembre 2010

Lo spazio bianco di Valeria Parrella


Lo spazio bianco di Valeria Parrella


Maria insegna italiano in una scuola serale di Napoli, legge Dante e Leopardi a giganteschi camionisti che faticano a infilarsi nei banchi.
Una sera, tornando a casa, un dolore rotondo e forte la precipita nella sala d'aspetto di un ospedale: «Quelli sono medici, signò, che vi possono rispondere?»
Narrata con una voce ribelle che pure sa trovare i toni dell'indulgenza, una storia che inizia come un destino di solitudine personale e piano piano si trasforma in un caldo coro di scoperte, volti, incontri. Tanto che a Maria sembra quasi che siano la vita e la città a farle da compagne.
Un libro bruciante, profondo e luminoso.

Succede a volte che un imprevisto interrompa il corso normale della vita: un accidente si mette di traverso, e d'un tratto il tempo si biforca. Alla drammatica rapidità dell'istante si affianca un tempo diverso, dilatato e fermo: il tempo dell'attesa. «Io non sono buona ad aspettare, - dice Maria, la protagonista di questo romanzo. - Non sento curiosità nel dubbio, né fascino nella speranza. Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita».
Eppure non può fare altro, perché sua figlia Irene è arrivata troppo presto: dietro l'oblò dell'incubatrice, Maria osserva le ore passare come una sequenza di possibilità. Niente è più come prima, la circonda un mondo strano fatto di medici e infermieri, donne accoltellate, attese insensate sui divanetti della sala d'aspetto. Nei giorni si susseguono le sigarette dalla finestrella dell'ospedale, le mense con gli studenti di medicina, il dialogo muto coi macchinari, e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove un'umanità deragliata fatica sui Promessi Sposi per conquistarsi la terza media fuori tempo massimo.
E tutto intorno Napoli, con le sue imperscrutabili contraddizioni, si rivela lo scenario ideale per chi comincia a capire che la vita e la morte, la speranza e la paura sono aspetti della stessa realtà.
Alla fine non restano che la tensione e l'abbandono «di quando in un momento, nella vita, sbuca una cosa inaspettata e piena e tua».

http://www.einaudi.it/libri/libro/valeria-parrella/lo-spazio-bianco/978880619096

http://it.wikipedia.org/wiki/Valeria_Parrella
http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_spazio_bianco

Dal libro al film dello scorso anno
http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_spazio_bianco_(film)

sabato 20 novembre 2010

Donne che corrono con i Lupi

Donne che corrono con i Lupi di Clarissa Pinkola Estés





Donne che corrono con i Lupi è un saggio sul mito della donna selvaggia

Nella Sovracopertina la mini descrizione del libro
In ogni parola, in ogni frase è spesso rammentato che in ogni donna si nasconde un essere “naturale” e selvaggio, una forza potentissima formata da istinti, creatività passionale e un sapere ancestrale. Il suo nome è "Donna Selvaggia" ma, purtroppo identifica una specie gravemente minacciata.

Benché la sua presenza sia innata, secoli di cultura e civiltà l'hanno soffocata, domata, talvolta annullata, cercando pervicacemente di riutilizzare gli slanci più pericolosi, e incanalandola in uno stereotipo piuttosto rigido di sottomissione.

In questo modo si è sciupato un tesoro inestimabile e si sono tarpate le ali a ciò che invece è quanto di più vitale esista nell'animo femminile. Di conseguenza la "Donna Selvaggia" paragonabile alla lupa, ferina e al contempo "materna" diventa iperaddomesticata, timorosa, priva di iniziative ingabbiata.

Clarissa Pinkola Estés, l'autrice di questo illuminante saggio, mostra come sia possibile e necessario recuperare l'istintualità, e la capacità visionaria perdute nel corso del tempo. Attraverso un lavoro di ricerca ventennale ha raccolto un ingente mole di materiale attinto al patrimonio delle fiabe, dei miti, dei racconti popolari e su tale base, non inquinata da censure e pregiudizi ha costruito un interessante interpretazione psicanalitica, enucleando una serie di archetipi, di tipologie femminili.

Con questo suo notevole contributo, la dottoressa Estés ha forgiato un nuovo lessico per descrivere la psiche della donna. Profondo e originale, fecondo di spunti di riflessione, un libro, salutato con estremo favore da critica e pubblico, che negli Stati Uniti ha raggiunto la vetta delle classifiche.