mercoledì 26 gennaio 2011

Il cibo come cultura di Massimo Montanari

Il cibo come cultura di Massimo Montanari




Il cibo è cultura perché ha inventato e trasformato il mondo. E cultura quando si produce, quando si prepara, quando si consuma. E il frutto della nostra identità e uno strumento per esprimerla e comunicarla. Una grande opera di sintesi da uno dei massimi storici dell'alimentazione. Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna.



Massimo Montanari
docente di Storia medievale e di Storia
dell’alimentazione, Università di Bologna

da anni scrive articoli per la rivista Coop consumatori




domenica 16 gennaio 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

Colomba di Dacia Maraini



Colomba di Dacia Maraini





Una scrittrice sente bussare alla porta: è un personaggio che chiede di essere ascoltato. Le parla di una famiglia poverissima emigrata dal Sud nei primi del Novecento, di un soldato morto sul Carso durante la Prima guerra mondiale, di un figlio clandestino e di una bambina difficile, di un Pietr'n padre e di un Pietr'n figlio che emigra in Australia per odio verso il fascismo. Ma ora siamo in Abruzzo, nel 2002. La figlia di Pietr'n è diventata nonna e dedica le sue giornate alla ricerca della nipote scomparsa. È lei a raccontare le storie spezzate della sua famiglia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Dacia_Maraini

martedì 11 gennaio 2011

Jane Eyre di Charlotte Brontë

Jane Eyre di Charlotte Brontë






Jane Eyre è un romanzo di Charlotte Brontë, uscito nel 1847 e rivelatosi come il capolavoro della scrittrice inglese.
Il racconto è scritto in forma autobiografica, con la protagonista, Jane Eyre appunto, che si rivolge in modo diretto al "lettore"; lo stile presenta aspetti puntualmente descrittivi dell'ambiente e dei personaggi, insieme all'approfondimento dell'evoluzione della protagonista dal punto di vista emotivo, morale e sentimentale.
Accolto con successo già al suo apparire, nonostante il suo porsi in dissonanza con i cliché dell'epoca, il romanzo è tuttora molto attuale grazie ad una concomitanza di molteplici fattori, come gli aspetti descrittivi, vivaci e realistici ma non pedanti, la psicologia dei personaggi colta con finezza, l'intensa analisi dei sentimenti e soprattutto la creazione di un personaggio, Jane Eyre, dotato di integrità, indipendenza, forza interiore e passionalità tali da renderlo capace, come testimoniato dai numerosi lettori, di uscire dalle "pagine di carta" ed entrare nel mondo reale della vita più intima di chi con esso si è confrontato. La pazza Bertha Mason diventa in quest'opera una sorta di doppelgänger di Jane rappresentandone le passioni e il lato animale che nella società Vittoriana dovevano essere represse e nascoste.

Jane Eyre è una bambina orfana che viene accolta presso i parenti dopo la morte dei genitori. In questa famiglia Jane è resa oggetto di continue vessazioni da parte di una fredda zia e anche da parte degli altri bambini della casa, suoi cugini. L'unica persona che la amava, suo zio, fratello di sua madre, è morto anni prima, e sua zia si trova costretta ad accudire la fanciulla perché tale era l'ultima promessa strappatale da suo marito prima di morire. Ma Jane Eyre è una ragazzina dal carattere forte e deciso e lo dimostra quando viene affidata ad una scuola di carità, dove l'austerità, il sacrificio ed il pesante lavoro erano la regola del giorno per le fanciulle senza famiglia.
Nonostante la durissima disciplina e la prematura morte della sua migliore amica, deceduta per tubercolosi con altre compagne, decedute invece di tifo proprio a causa delle pessime condizioni in cui era tenuto il collegio, Jane Eyre continuerà gli studi prima e successivamente ad operare all'interno dell'istituto come stimata insegnante. Proprio questa professione rende Jane Eyre una donna libera ed indipendente capace di ritagliarsi un modesto posto nella società al momento in cui recide i legami con il passato. Jane Eyre trova un'occupazione presso la sfarzosa dimora di Thornfield Hall appartenuta da sempre alla nobile famiglia dei Rochester, e qui svolge le mansioni di istitutrice per Adele, la figlia adottiva del padrone di casa, il misterioso Mr. Rochester.
Questo periodo da istitutrice trascorre serenamente fino al giorno dell'improvviso arrivo di Mr. Rochester, un uomo imponente e sarcastico, che è subito colpito dalla vivida intelligenza e dall'indipendenza di spirito di Jane. Il rapporto tra i due subisce varie traversie, tra cui l'annunciato e poi disdetto matrimonio di Mr. Rochester con Blanche Ingram, una donna bellissima che vuole sposarlo soltanto per interesse. Finalmente Mr. Rochester scopre che l'amore che egli sin dal primo momento aveva riposto in Jane è ben corrisposto, perciò le chiede la mano.
Ma un terribile segreto è racchiuso tra le mura di Thornfield Hall e fortuitamente rivelato il giorno stesso delle nozze tra Jane e Rochester: l'uomo è già sposato con Bertha Mason, una donna pazza, segregata nella soffitta di Thornfield. Rochester nutre un sentimento di pietà ma anche di rabbia per Bertha, che non gli ha mai permesso di abbandonarla al suo già difficile destino. Jane combattuta tra le insormontabili regole religiose e morali e il sincero amore per Rochester, lascia precipitosamente Thornfield.
Sull'orlo della morte per inedia, viene accolta in casa di un pastore, St. John e delle sue due sorelle. Poco dopo, trova lavoro come maestra in una scuola rurale. Nel frattempo approfondisce la conoscenza con il giovane, bello ed idealista St. John e, quando le arriva la notizia improvvisa di una grossa eredità e del fatto che St. John e le sorelle sono suoi parenti prossimi, divide l'eredità con loro. St. John le propone di sposarlo e di andare in missione in India con lui, ma Jane rifiuta e torna da Mr. Rochester, il quale, in seguito ad un incendio, provocato dalla stessa moglie Bertha, la quale è morta nell'accaduto, è rimasto vedovo e cieco. Jane e Mr. Rochester possono così convolare a nozze.


La trama del libro può essere ricondotta a tre periodi essenziali: l'infanzia di Jane, vissuta presso la zia e i cugini che non la amano, e in seguito presso la tetra Lowood School dove diviene insegnante; il lavoro, come istitutrice di una bambina, presso Thornfield Hall ed il progressivo nascere e approfondirsi del sentimento che la legherà al padrone, mister Rochester, in un clima di attesa, mistero e tragedia; l'autodeterminazione di Jane, che la porta a nuove conoscenze ed esperienze, e infine, alla scelta di tornare da chi ama. Jane Eyre infatti è un'eroina, perché è dotata di una vivida intelligenza che la aiuterà a destreggiarsi nella società conformista e spietata in cui visse la stessa Charlotte Brontë. Jane Eyre risulta infatti essere un'opera parzialmente autobiografica La rettitudine morale di Jane, infatti, non le consente di scendere a compromessi, ed ella si trova costretta a rifuggire dal suo amore.
Nonostante questa disgrazia, dopo un breve periodo di stenti, Jane riprende in mano la propria vita, seguendo le proprie convinzioni senza lasciarsi sviare. Alla fine è proprio il suo rigore a regalarle la felicità che desidera.


Il romanzo Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys rappresenta una sorta di prequel a Jane Eyre. La protagonista è Bertha, chiamata Antoinette e la vicenda è ambientata nei Caraibi. Sebbene Rochester non sia nominato esplicitamente è chiaro che la vicenda si riferisca alla giovinezza dei due personaggi di Charlotte Brontë.
Il romanzo La bambinaia francese di Bianca Pitzorno racconta la stessa storia di Jane Eyre vista da parte di Sophie, la bambinaia di Adéle, con un'aggiunta dell'infanzia della bambina con la ballerina d'opera Celine Varens e di una sorta di epilogo sulla vita della bambinaia e della ragazzina. Jane viene inserita nel romanzo quando la piccola Adèle viene portata in Inghilterra dal padre Mr Rochester. L'affetto sincero che lega l'istitutrice e la bambina viene rovinata dalla fuga della donna dopo la scoperta del matrimonio dell'amato.
Nel romanzo Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafòn sono presenti evidenti riferimenti a Jane Eyre nei giocosi scambi tra i due protagonisti David Martin e la sua giovane assistente.
Nel romanzo Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde, il finale di Jane Eyre è diverso: Jane parte per l'India e abbandona Rochester. Ma la protagonista Thursday Next entra letteralmente nel libro e ne cambia il finale, riuscendo a combinare il matrimonio di Jane e Rochester.
Il film di Jacques Tourneur Ho camminato con uno zombie (I walked with a zombie, 1943) è liberamente ispirato a questo romanzo.
Il romanzo La tredicesima storia di Diane Setterfield (Milano : Mondadori, 2007) rievoca la storia di Jane Eyre.
Nel romanzo "Le regole della casa del sidro" il libro viene letto ai bambini dell'orfanatrofio
Nel film Certamente, forse di Adam Brooks una delle protagoniste ricerca disperatamente una copia di Jane Eyre con una dedica scritta dal padre che le aveva regalato il libro quando lei era ancora piccola.



Charlotte Brontë è stata una scrittrice inglese, la maggiore di età tra le tre sorelle Brontë, i romanzi delle quali sono diventati dei classici della letteratura inglese.

Charlotte Brontë nasce a Thornton - nello Yorkshire, Inghilterra - il 21 aprile 1816. Figlia di Patrick Brontë, un pastore protestante di origine irlandese, e di Maria Branwell.

A cinque anni rimane orfana di madre, malata di cancro, e viene accudita con i cinque fratelli e sorelle da una zia, Elizabeth Branwell, e dalla fedele governante Tabitha "Tabby" Aykroyd.

Nel 1824 Charlotte, assieme alle sorelle Maria, Elizabeth ed Emily, viene iscritta alla Clergy Daughter's School di Cowan Bridge, una scuola per figlie di ecclesiastici. Le condizioni assolutamente spaventose dell'istituto (vitto insufficiente, condizioni igieniche inadeguate) causano la morte prematura delle sorelle, Elizabeth e Maria, di appena 11 e 12 anni, e compromettono per sempre la salute sua e della sorellina più piccola, Emily.

La sconvolgente esperienza di Cowan Bridge viene rievocata, anni dopo, nel celeberrimo romanzo Jane Eyre: i lettori dell'epoca riconosceranno, sotto le spoglie della Lowood School, la famigerata Clergy Daughter's School.


Nel 1831, a quindici anni, Charlotte viene iscritta alla scuola di Roe Head dove consegue ottimi risultati, e sempre a Roe Head ottiene un posto come insegnante nel 1835. In seguito, per alcuni anni, Charlotte svolge la professione di governante presso alcune famiglie, ma nel 1842, insieme alla sorella minore Emily, si reca a Bruxelles per studiare francese.


Proprio a Bruxelles, studentessa nel Pensionnat Heger, Charlotte s'innamora del suo professore, Constantin Heger, ma il sentimento non è corrisposto da Heger, che oltretutto è già sposato. La delusione è profonda e mai completamente sopita: la tematica dell'amore tra il professore e l'allieva sarà presente in due dei quattro romanzi della Brontë.

Tornata in Inghilterra nel 1844 comincia a cullare il progetto di scrivere alcuni romanzi insieme alle sorelle. Nel 1847 Charlotte propone dapprima "Il professore", che viene rifiutato, poi "Jane Eyre", subito accettato e dato alle stampe sotto lo pseudonimo di Currer Bell.

Segue (nel 1849) la pubblicazione di "Shirley", ambientato all'epoca del luddismo, e "Villette" (nel 1853), simile a "Il professore", con probabili accenni autobiografici.

Nel 1854, dopo tensioni con il padre, Charlotte sposa il reverendo Nicholls. Sfortunatamente la felicità conquistata dura poco, poiché Charlotte si spegne l'anno seguente, il 31 marzo 1855, mentre è in attesa di un figlio.

Note: ho iniziato a leggere questo romanzo lunedì, devo dire che lo trovo di gradevole lettura
si legge facilmente non è per nulla pedante come temevo fosse

cercando qualche informazione ho scoperto che è possibile trovare questo libro sia in formato audio che in formato testo (pdf rtf e txt) in italiano

http://www.liberliber.it/audioteca/b/bronte/index.htm

http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bronte/index.htm


http://it.wikipedia.org/wiki/Charlotte_Bront%C3%AB

http://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Eyre_(romanzo)
_________________

Ho appena finito di leggere Jane Eyre bellissimo romanzo, uno di quei romanzi che sa prendere e da cui è difficile staccarsi. E' ritenuto autobiografico, infatti in molti punti collima con la vita di Charlotte Brontë. Esistono molte bellissime trasposizioni cinematografiche del libro.

Nota: proprio oggi è morta a 72 anni a Londra, dopo una lunga malattia, l'attrice britannica Susannah York, celebre negli anni '70 per la sua interpretazione di Jane Eyre, l'eroina di Charlotte Bronte.

L'ultimo adattamento cinematografico è di quest'anno

http://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Eyre_(film_2011)

http://focusfeatures.com/jane_eyre

Molto bella è anche una miniserie delle BBC del 2006
http://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Eyre_(miniserie_televisiva_2006)
http://www.imdb.it/title/tt0780362/

Jane Eyre 2006 Episode 1 Part 1

Figli di nessuno di Torey L. Hayden

Figli di nessuno di Torey L. Hayden 

Prendete quattro bambini di età diversa e con delle storie diverse e con problemi molto diversi. Metteteli in un'unica classe con un'insegnante che arriva a prendersi cura profondamente di ognuno di loro.

Essenzialmente questo è ciò che è successo quando l'insegnante speciale Torey Hayden prese in mano "la classe che si creò da sola"
Per primo arrivò Boo, un bambino di sette anni gravemente autistico. Poi arrivò Lori, anche lei di sette anni, vittima di traumi cerebrali come risultato di abusi fisici. Quindi arrivò Tomaso, dieci anni, che si era occupato di altre persone e questo lo aveva ferito così tanto che era deciso a ferire gli altri e a far sì che lo odiassero. Infine arrivò Claudia, la ragazzina dodicenne dell'alta borghesia, brillante e capace che aveva dovuto lasciare la sua scuola privata cattolica quando si era scoperto che era incinta.

http://www.torey-hayden.com/italia/figli-di-nessuno.htm

Note: ho letto questo libro, preso in prestito alla biblioteca del mio quartiere, in un paio di giorni, si tratta di una storia vera, riesce a commuovere profondamente.

della stessa autrice ho letto Una bambina e La figlia della tigre sempre storie vere che parlano di bambini "difficili" o handicappati.

Una bambina : A sei anni Sheila non parla non piange, e i suoi occhi sono pieni d'odio
Per tutti è irrimediabilmente perduta in un mondo di violenza e orrore, ma la sua insegnante è decisa a salvarla.

La figlia della tigre: A distanza di sette anni dall'esperienza straordinaria raccontata in Una bambina Torey Hayden incontra nuovamente Sheila, ormai adolescente. La figlia della tigre è il racconto, duro e commovente della lotta che Sheila ha condotto da sola per riscattarsi dagli abusi subiti e conquistare quella serenità che le permetterà di superare gli incubi del passato.

venerdì 7 gennaio 2011

E I VIOLINI CESSARONO DI SUONARE.di Alexander Ramati

E I VIOLINI CESSARONO DI SUONARE.di Alexander Ramati

 la tragica odissea di  Roman Mirga  della sua famiglia, della sua gente.
      L'olocausto di un popolo dimenticato dalla Storia.

In quella storia di cui ho avuto la fortuna di vedere il film dato a tardissima notte tanti anni fa sulla Rai
racconta  che gli zingari erano usati per gli studi  di Josef Mengele di cui Roman Migra è l'unico sopravvissuto perchè fatto scappare dal treno dal padre e rifugiato in una casa di contadini, che l'hanno accolto e prottetto e fatto passare per figlio proprio



http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_Mengele

http://it.wikipedia.org/wiki/Porajmos

Altra documentazione dal Segretariato Sociale RAI

“Gasizarde Romeni violina”
Hanno calpestato il violino zigano di Rasim Sejdic

Hanno calpestato il violino zigano
ne è rimasta della cenere zigana
il fuoco il fumo
si innalzano al cielo

Hanno portato via i zigani
hanno separato i bambini dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via i zigani

Jasenovac è piena di zigani
legati da pilastri di cemento
da pesanti catene ai piedi e alle mani
nel fango fino alle ginocchia

A Jasenovac è rimasto
il loro ossame per raccontare, eventi disumani
l'alba serena si è alzata
il sole ha riscaldato dei zigani.


"C'era una volta un maledetto re che
voleva far scomparire tutti i Rom perché
avevano un'aria diversa dalla sua e da
quella dei suoi parenti, perché parlavano
in modo che lui non capiva, e questo lo
faceva arrabbiare. Tuttavia, sterminare
degli innocenti all'epoca moderna non è
una bella cosa. Così il re decise di fare
dei Rom dei criminali. Sterminare i
criminali è tutt'altra cosa.. Quel re
si chiamava Hitler-Tuka...";



Gasizarde Romeni violina (di Rasim Sejdic)

Gasizarde romeni violina
Acile ognjiste romane
E jag o dimo
Ando oblato vazdinjalo.
Idzarde e Romen
Cavoren restavisarde pe datar
E romnjen pe romendar
idzarde e Romen.
Jesenovco perdo Roma
Pangle pala betonse stubujra
pale lanstujra pe prne pe va
ando blate dzi ke cang.
Acile ando Jasenovco
lenge kokala
te pricin, o nemanusengim djelima
zora vedro osvanisarda
i Romen o kam pre tatarda

http://www.vurdon.it/03.htm

giovedì 6 gennaio 2011

Favole al telefono di Gianni Rodari

Favole al telefono (1962). Fu scritto a Gavirate, nei luoghi dell’infanzia. Nelle favole sono
ripresi personaggi del suo paese e vi sono anche dei parenti.

Il pianeta degli alberi di Natale di Gianni Rodari

Il pianeta degli alberi di Natale (1962). Vi si narra il sogno di un bambino, Marco, che
arriva in uno strano pianeta felice dove è sempre Natale, la settimana dura tre giorni (un
sabato e due domeniche), tutti sono felici e non esistono le parole “ammazzare, odiare,
guerra”. Non esistono i soldi e non ci sono neppure problemi di governo perché i cittadini
hanno imparato a decidere su tutto. È un’affascinante utopia: la scoperta di un pianeta
perfetto, che è anche l’indicazione di come dovrebbe trasformarsi la Terra per farla
diventare un vivibilissimo pianeta degli alberi di Natale. È un invito alla pace, all’amicizi

Giochi nell'URSS. Appunti di viaggio Di Gianni Rodari


Giochi nell'URSS. Appunti di viaggio Di Gianni Rodari



Nel viaggio in Urss del 1979 Rodari osserva
come giocano, vivono e studiano i bambini sovietici. Egli doveva scrivere un libro sulle
esperienze fatte negli incontri con i ragazzi russi ma la morte gli impedì di realizzarlo.
Il libro pubblicato postumo raccoglie gli appunti di quel viaggio e le osservazioni di Rodari
Una specie di diario dove egli  racconta le impressioni  ma anche semplici osservazioni
degli incontri che ebbe con  i funzionari e dei luoghi visitati durante quel viaggio

Grammatica della fantasia di Gianni Rodari


Grammatica della fantasia Gianni Rodari




'Quello che io sto facendo è di ricercare le "costanti" dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell'invenzione, per renderne l'uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l'abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti'. Da questa ricerca, che Gianni Rodari ha condotto per molti anni, è nata questa Grammatica della fantasia, una proposta concreta che intende rivendicare all'immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno. Attraverso le più svariate tecniche dell'invenzione, Rodari ci offre con questo suo libro non un 'Artusi delle favole' ma un efficace ed utile strumento 'a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola'.

martedì 4 gennaio 2011

La luna e i falò di Cesare Pavese

La luna e i falò di  Cesare Pavese

La luna e i falò è l'ultimo romanzo dello scrittore Cesare Pavese, scritto in pochi mesi nel 1949 e pubblicato nella primavera del 1950. Il romanzo presenta elementi autobiografici dello scrittore piemontese ed è quello che conclude la sua carriera di narratore.
Il romanzo è dedicato all'ultima donna della vita di Pavese, Constance Dowling.

La storia, raccontata in prima persona, non concerne solo il protagonista, di cui viene detto solo il soprannome Anguilla, ma tanti altri personaggi che entrano in relazione con lui, in un paese della valle del Belbo che non viene mai nominato ma che è Santo Stefano Belbo.
Il romanzo è un misto tra passato e presente e proprio per questo non è narrato nei minimi dettagli, ma vengono raccontati eventi che non sono (apparentemente) collegati tra loro, se non dai pensieri e dalle riflessioni del protagonista.
In trentadue capitoli il lettore si perde nei ricordi, spesso tristi, che Anguilla rivive con l'amico Nuto e capisce quanto sia importante per ognuno avere un paese, una famiglia, un punto di riferimento che leghi alla vita; di questo Anguilla si rende conto quando, lontano dalla sua valle, viene richiamato alla sua patria non da un amico o dalla patria stessa, bensì da quel senso di appartenenza al suo paese che lui si porta dentro insieme a tanta nostalgia.
La storia inizia quando Anguilla, tornato emigrante dall'America dopo la Liberazione, ritorna con il pensiero al momento in cui neonato era stato abbandonato sugli scalini del Duomo di Alba e quindi portato all'ospedale di Alessandria, dove era stato adottato da Padrino e la Virgilia che per questa adozione ricevevano una mesata di cinque lire.
Quando, successivamente alla morte di Virgilia e a una grandinata che distrusse la piccola vigna, Padrino decise di vendere il casotto dove vivevano, Anguilla si trasferì alla fattoria della Mora, dove iniziò a lavorare per la prima volta; c'era benessere in quel casale insieme a sor Matteo e alle tre figlie: Irene, Silvia e Santa (la più piccola e bella). Pur essendosi affezionato a loro, tornato dall'America, preferisce non rivedere quel luogo.
Per prima cosa, invece, Anguilla va a vedere la casa del Padrino, rimasta uguale, e conosce il nuovo proprietario, il Valino, e suo figlio, Cinto. Quest'ultimo gli fa ricordare i tempi in cui era ragazzo, quando Nuto, più grande di lui, trattandolo sin da allora da amico, cercava di insegnargli tutto ciò che sapeva; ecco: Anguilla vuole essere per Cinto ciò che Nuto era stato per lui.
Trascorrono molto tempo insieme, nasce anche un'amicizia tra loro e Cinto sa di potersi fidare di Anguilla e proprio per questo quando il Valino uccide la nonna e la zia, dà fuoco alla casa e si suicida, il ragazzo va subito da Anguilla, che insieme a Nuto cerca di tranquillizzarlo.
Anguilla sa che Irene e Silvia, come tanti altri, sono morte, ed entrambe male, ma gli rimane oscura la sorte di Santa, che Nuto gli rivela solo alla fine: di notevole bellezza sin da quando era piccola, la donna, inquieta, era diventata spia prima dei tedeschi e dopo dei partigiani, poi ancora dei tedeschi e dei repubblichini; proprio allora era stata giustiziata, ancora in giovane età.
È con la scoperta di questa triste vicenda che si conclude il romanzo, ma sicuramente non il viaggio di Anguilla. Da ragazzo pensava che il paese in cui viveva fosse tutto il mondo, ma ora che, viaggiando, ha capito come veramente è fatto il mondo, si rende conto che il proprio paese è in fondo la propria famiglia, «un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.» Come lui stesso dice: «un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.»
Anguilla però aveva sentito il bisogno di tornare, perché quegli stessi vigneti, alberi di fichi e valli non li ha trovati da nessun'altra parte; appena giunge alla valle del Salto si accorge che nulla è cambiato: ci sono gli stessi suoni, gli stessi odori e gli stessi sapori che il protagonista si è sempre portato dentro. È vero che lui ritrova la stessa vita di un tempo, ma sicuramente non le stesse persone: ritrova solo Nuto, il suo più caro amico e mentore, a cui rivela tutti i suoi pensieri e con il quale si perde nei ricordi passati, a volte anche allegri e spensierati, spesso tristi. Alla ricerca, sempre, anche inconsapevolmente, della consapevolezza: se non si può aggiustare il mondo - come vorrebbe la coscienza sociale di Nuto, che infine si scopre propria anche del protagonista -, almeno conoscere: gli archetipi, i ritmi, la terra, gli uomini e le loro storie, più spesso disperate, sempre inquiete.

Personaggi 

Anguilla 
Il protagonista del racconto, di cui non è specificato il nome e di cui si conosce solo il soprannome Anguilla, è un trovatello che al momento della narrazione ha circa quarant'anni. Consapevole di esserlo, sa che la campagna e i luoghi dove ha passato tutta la giovinezza non gli appartengono, benché l'unica cosa che abbia imparato è la vita nei campi. Così comincia a sentire, da quando rimane a fissare il cielo aperto, che deve viaggiare e conoscere il resto del mondo («volevo andare lontano […] ma che sia lontano, che nessuno del mio paese ci sia stato»). Dovunque vada però – Genova, diverse città in America e di nuovo la campagna – non si trova a suo agio, sentendosi solo e perduto e vedendo la sua vita un fallimento («capii che quelle stelle non erano le mie […] Valeva la pena essere venuto? Dove potevo ancora andare? Buttarmi dal molo?»).
Nuto 
Amico intimo del protagonista, deciso, scaltro e sapiente. È per il protagonista un ideale di vita, una persona che non smette mai di stimare per i suoi comportamenti, le cose che sapeva, il suo modo di parlare e di suonare. D'altra parte Nuto sta volentieri con l'amico, anche se non sempre lo capisce, in particolare quando comincia il travagliato periodo dei viaggi incessanti.
Cinto 
È un ragazzino con una malformazione alle gambe, la quale gli impedisce di muoversi agilmente e di condurre una vita al pari dei suoi coetanei. Egli impietosisce il protagonista, il quale cerca di interessarlo con i suoi racconti e di essergli amico, riconoscendo in Cinto la sua fanciullezza. Il protagonista però non prende il posto del padre quando il ragazzo rimane orfano, affidandolo a Nuto e promettendogli che l'avrebbe portato con sé quando sarebbe stato più grande.
Irene, Silvia e Santina 
Sono le tre padroncine del protagonista; sono tutte tre bellissime e contese da molti giovani, partecipano frequentemente alla vita mondana del paese, appartenendo anche ad un ceto di grado elevato. Irene però viene condannata ad un infelice matrimonio, dopo essere stata smagrita dal tifo; Silvia muore per un aborto segreto e Santina creduta spia delle camicie nere viene giustiziata da alcuni brescianini.


Nel significato del titolo La luna e i falò vi è il chiaro riferimento mitico al ciclo delle stagioni che affianca tutte le vicende del destino dell'uomo. La luna, che ha qui funzione di simbolo, serve a scandire il ritmo dell'opera e ad instaurare il rapporto tra la terra e il cielo.
Il racconto è strutturato su due piani narrativi, quello dell'infanzia, con le sue scoperte e il desiderio di avventura e quello della maturità e della delusione. Ai bagliori dei falò, che venivano accesi di notte durante le feste contadine e riflettendosi nel cielo rappresentavano per il bambino un momento magico e di scoperta, si contrappongono altri falò che comportano per il protagonista la perdita delle illusioni e la decisione di lasciare il paese. Uno di questi falò è reso dall'autore in senso metaforico con l'episodio dell'incendio che il padre di Cinto appicca al "casotto di Gaminella" distruggendolo insieme al passato, mentre un altro fa riferimento a quanto accaduto a Santa. Ed è con le parole di Nuto che fanno riferimento alla fine della giovane che il romanzo si chiude:
« [...] gli chiesi se Santa era sepolta lì. - Non c'è caso che un giorno la trovino? Hanno trovato quei due... Nuto s'era seduto sul muretto e mi guardò col suo occhio testardo. Scosse il capo. - No, Santa no, - disse, - non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Ci pensò Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bastò. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. L'altr'anno c'era ancora il segno, come il letto di un falò. »

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop









di Fannie Flagg

Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg

 Il libro narra due storie parallele. Quella moderna di Evelyn e quella del caffé di Whistle Stop e dei suoi frequentatori. Evelyn, una donna infelice e con molti complessi, incontra in un ospizio dove era andata per visitare la suocera una vecchietta originale, Virginia con la quale instaura un rapporto di amicizia. e che le racconta una vecchia storia: la storia del Caffè di Whistle Stop Le proprietarie sono due donne Ruth e Idgie, dolce la prima, audace la seconda, ma entrambe tenaci nelle avversità della vita.
Virginia inizia a raccontarle la storia di Idgie, Ruth e di tutti coloro che hanno transitato e gestito il caffé. , gli intrighi e i misteri degli anni Venti ritornano pian piano alla memoria della donna anziana fino all'epoca moderna
Il Caffè di Whistle Stop è frequentato da sognatori stravaganti, banditi romantici e vittime della Grande Depressione. Il racconto, triste ma ricco di esempi, ha un effetto rigenerante su Evelyn, la quale si sente spronata dall’esempio di quelle due donne coraggiose
 inoltre, il libro riesce a introdurre  il tema dei rapporti omosessuali  tra donne, legati all'amicizia e all'amore profondi  Nel racconto è esplicito che tra Ruth e Idgie esiste un rapporto d'amore omosessuale che viene descritto in modo molto delicato.
Successivamente ne è stato tratto un film, con molte differenze tra il racconto ed il libro, per non guastarvi la
 sorpresa del finale non accennerò qui a null'altro se non a qualche differenza posso solo  consigliare  di leggere prima il li bro e poi guardare il film anche se le differenze sopratutto nell'epilogo del finale è completamente diverso, la forza dell'interpretazione dei personaggi di   Ruth e Idgie lo rendono un film davvero emozionante

Il personaggio "Artis O. Peavey", particolarmente apprezzato da chi aveva letto il romanzo, non appare nel film che ne è stato tratto invece nel libro vengono riservati degli interi capitoli.
Nel romanzo, ogni personaggio importante ha una sua storia passata da raccontare, ma molte di tali storie sono state eliminate nella versione cinematografica.
La versione cinematografica ha infine pesantemente oscurato la storia d'amore lesbica fra le due protagoniste, al punto che molti spettatori che non avevano letto il libro non si sono neppure resi conto della sua presenza: il film fa apparire Idgie e Ruth semplicemente come amiche del cuore.
L'edizione in DVD del film ha un commento audio in cui il regista riconosce questo fatto, ma sostiene che una scena in cui le due donne giocano con il cioccolato  era intesa come una metafora del fare l'amore fra le due.


Il libro parla di molti protagonisti non solamente della storia  tra Idgie e Ruth il film invece è centrato quasi esclusivamente sul rapporto di amicizia tra loro due.
Nel libro si alternano i racconti di Ninny alla casa di riposo,  gli articoli riportati su "Il giornale della signora Weems", il bollettino settimanale di Whistle Stop ed il racconto da parte dell'autrice di avvenimenti accaduti nella vita dei personaggi. Nel film Il giornale della signora Weems" non viene neppure menzionato
 Di contro: nel libro il racconto della storia del caffè di Whistle Stop non segue una linea temporale ma salta avanti ed indietro nel tempo rendendone a volte difficoltoso seguirne la trama, è un libro da leggere con estrema attenzione, mentre il film segue una linea temporale ben definita ed è più facile seguirne la trama.


La ricetta presente nel libro dei pomodori verdi fritti


Ingredienti:
 3 cucchiai di grasso di pancetta, farina, 4 pomodori verdi affettati, latte, uova sbattute, sale, pangrattato, pepe.

Preparazione :

Scaldate il grasso in una padella per friggere. Bagnate i pomodori nell'uovo sbattuto, quindi passateli nel pangrattato. Friggeteli fino a quando non saranno coloriti da entrambi i lati e sistemateli su un piatto. Per ciascun cucchiaio di grasso rimasto nella padella, aggiungetene uno di farina e mescolate bene. Quindi versate, sempre mescolando, una tazza di latte tiepido e lasciate cuocere finchè la salsa non si addenserà, senza mai smettere di mescolare. Aggiungete sale e pepe a piacere. Versate sui pomodori e servite bollente. Il meglio che c'è.


per documentarsi
http://it.wikipedia.org/wiki/Fannie_Flagg
http://amicidi.mastertopforum.net/nautilus-e-pomodori-verdi-fritti-vt12565.html

sabato 1 gennaio 2011

Il castello dei Pirenei di Jostein Gaarder.

Il castello dei Pirenei di Jostein Gaarder.


Due ex fidanzati si rincontrano a distanza di trent´anni e decidono di colmare il lungo silenzio che esplose tra loro iniziando una corrispondenza via e-mail. Stein è un climatologo, professore all´università e rappresenta la parte razionale e scettica, Solrun invece, professoressa di lingue straniere, ha una forte fede intrisa di elementi spiritualistici. Dalle loro divergenze nel modo di interpretare la vita nasce dunque una ricca dissertazione filosofica e scientifica, che prenderà buona parte del libro. Ma c´è un inquietante alone di mistero che li avvolge: perché i due protagonisti si lasciarono e non vollero più parlarsi, né vedersi, per così tanto tempo? La motivazione non è banale e non dipende da un semplice capriccio amoroso di uno dei due. Il romanzo, sempre sotto forma epistolare, diventa quindi un giallo. Al contempo viene analizzato sempre più nel dettaglio il loro rapporto, riportandoci a quando erano una giovane coppia e riuscivano a condividere, quasi in maniera trascendentale, ogni attimo e pensiero della loro vita.
Amore, religione, scienza, mistero: sono diversi i temi affrontati in questo romanzo dallo scrittore, filosofo e teologo norvegese Jostein Gaarder, il quale sembra quasi costringere il lettore ad una scelta: siamo più Stein o Solrun?

http://it.wikipedia.org/wiki/Jostein_Gaarder


Tutti i libri che sono presenti in Oltrelibro sono libri che ho letto.... alcuni di questi li ho donati alla Biblioteca di quartiere di Levata di Curtatone dove sono anche volontaria e ho il compito di digitare I titoli e gli autori ed i codici della biblioteca che servono ad identificare un libro

e serviranno agli informatici adetti al sito che costruiranno la lista per il prestito on-line
http://www.levata.org/cdq2/top-cultura/prestito-libri

ho donato tutti i libri che avevo di Jostein Gaarder meno che il mondo di Sofia che preferisco tenere come libro da consultazione



La ragazza delle arance di Jostein Gaarder

La ragazza delle arance di  Jostein Gaarder


Georg ha quindici anni e scopre che il padre, morto quando lui aveva quattro anni, gli ha lasciato una insolita eredità: una lettera. Questa contiene una storia d´amore vissuta in prima persona dal padre quando era ancora una matricola universitaria. Racconta dell´incontro, avvenuto in un tram ad Oslo, con una ragazza che teneva tra le braccia un sacco pieno di arance. I due si guardarono e, quando il tram fece un movimento brusco, lui, temendo che la ragazza perdesse l´equilibrio, corse verso di lei per sorreggerla, causando invece la caduta del sacco pieno di agrumi. Non è dunque esattamente fiabesco il primo incontro tra i due, ma il padre di Georg, innamoratosi di quello sguardo e pieno di sensi di colpa per averle fatto perdere diversi chilogrammi di frutta, passò i giorni successivi a chiedersi dove la misteriosa "ragazza delle arance" potesse trovarsi nei vari momenti della giornata. Riuscì quindi ad incontrarla nuovamente, questa volta seduta in un bar. I due si guardarono intensamente per circa un minuto tenendosi la mano, ma l´atmosfera venne interrotta da un´altra buffa gaffe del giovane studente, dopo la quale la ragazza andò via con le lacrime agli occhi, portando con sé il solito sacco di arance. Riuscì a vederla ancora e a rimediare ai suoi errori? Perché lei aveva sempre un sacco pieno di agrumi? Perché piangeva? Sempre più interessato alla storia George continua la lettura e scopre aspetti del padre che non conosceva, e soprattutto l´origine di certi suoi comportamenti ed interessi.
Una romanzo che manifesta un forte amore verso una misteriosa ragazza, verso un figlio immaginato grande e verso la vita. Tante infatti, come nello stile di Jostein Gaarder, sono le riflessioni sul senso della nostra esistenza, e proprio alla fine Georg dovrà rispondere ad una difficile domanda che segnerà il suo passaggio alla maturità.

L'enigma del solitario di Jostein Gaarder

L'enigma del solitario di Jostein Gaarder


L´enigma del solitario: un´analisi sull´uomo e sulla sua scarsa capacità di stupirsi di fronte al mistero della vita, il tutto raccontato con una metanarrazione. Protagonista del romanzo è Hans Thomas, un ragazzino di dodici anni che, insieme al padre - un marinaio "filosofo" - attraversa l´Europa per cercare sua madre, fuggita otto anni prima ad Atene per ritrovare se stessa. Durante il viaggio però il ragazzo incontra uno strano nano e un gentile panettiere, i quali gli forniscono gli strumenti per venire a conoscenza di una storia surreale iniziata due secoli prima, latrice di diversi segreti in grado di cambiare l´esistenza. Inizia quindi il metaromanzo, che narra le vicende di un uomo approdato in un´isola dalle dimensioni indefinite, abitata da un altro naufrago dalla fervida immaginazione. Tramite la metafora delle carte, chiave di lettura del libro, l´autore spiega quindi come la vita non sia altro che un enigmatico solitario in grado di essere capito solo da pochi jolly e diretto da un "illusionista che si fa beffe degli altri".
Un viaggio in un vero e proprio paese delle meraviglie, fantastico e onirico, ma che nulla ha da invidiare a quello che ognuno di noi compie abitualmente: la vita.

Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder

Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder


Il mondo di Sofia è un romanzo filosofico scritto da Jostein Gaarder e pubblicato nel 1991. È sia un romanzo sia un breve trattato sulla storia della filosofia. Nel 1999 è stata realizzata anche una versione cinematografica, Il mondo di Sophie. Esiste comunque la versione tedesca, Sofies Welt, disponibile in DVD. Il film è stato trasmesso in Australia sotto forma di miniserie in otto parti. Esiste anche un videogioco per PC CD-ROM prodotto da Learn

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mondo_di_Sofia



Il giardino dell'Eden 

Sofia Amundsen, una ragazza di 14 anni, un giorno riceve delle lettere anonime in cui ci sono domande tipo:
Chi sei tu?
Da dove viene il mondo?

Nonostante si sforzi Sofia non riesce a trovare risposta a queste domande e si chiede chi ha scritto quelle lettere. Sofia riceve anche una cartolina da un maggiore dell'ONU in Libano, Albert Knag, in cui questo fa gli auguri di compleanno a sua figlia Hilde Moller Knag però mandando la cartolina a Sofia. Così Sofia deve risolvere due misteri: scoprire chi è il misterioso filosofo e perché quel maggiore manda a lei le cartoline mentre le dovrebbe mandare a Hilde.

Il cappello a cilindro 

Poco dopo Sofia riceve un'altra lettera che spiega che cos'è la filosofia. Finita la lettura Sofia è sconvolta. Quando sua mamma torna dal lavoro le chiede se a lei non pare strano il fatto di vivere, se non le pare strano il mondo e le parla anche del coniglio bianco dell'universo citato dal misterioso filosofo nella lettera. La madre, sentendo la figlia fare questi discorsi strani, si preoccupa e le chiede se ha mai fatto uso di droghe.

I miti 

Il misterioso filosofo spiega a Sofia come gli uomini abbiano tentato di rispondere alle domande filosofiche attraverso i miti. Ovviamente, essendo l'autore del romanzo un norvegese, il misterioso filosofo spiega a Sofia la mitologia nordica.

I filosofi della natura 

Sofia riceve un'altra lettera dal misterioso filosofo che tratta dei filosofi della natura e quindi di Talete, Anassimandro, Parmenide, Anassagora,Empedocle e altri. Vengono affrontati in modo sintetico i vari problemi della filosofia presocratica, dall'archè al divenire. Sofia scopre che il filosofo si chiama Alberto Knox perché la lettera è firmata. Al termine della lettura, Sofia dopo una riflessione giunge alla riflessione che la filosofia non è qualcosa che si impara: ciò che si impara è invece come pensare filosoficamente.

Democrito 

Sofia riceve un'altra lettera da Alberto che tratta di Democrito, il filosofo che, precorrendo i tempi, ha ipotizzato che la materia fosse fatta di atomi. Alberto nella lettera paragona gli atomi ai Lego perché hanno in comune molte cose: sono eterni, indivisibili e con essi è possibile costruire ogni cosa.

Il destino 

Sofia riceve un'altra lettera di Alberto che tratta del destino. Alberto quindi le parla dell'oracolo di Delfi e della Pizia, la sacerdotessa per mezzo della quale il Dio Apollo rivelava il destino.

Socrate 

Sofia riceve ancora un'altra lettera da Alberto che tratta di Socrate, il famoso filosofo che affermava che la persona più saggia è quella che sa di non sapere. Alberto afferma che Socrate e Gesù erano simili.

Atene 

Sofia riceve una videocassetta da Alberto. La mette nel videoregistratore e guarda il filmato. Appare Alberto che si trova nell'acropoli di Atene. Attorno a lui ci sono molti turisti tra cui uno che ha un cartello in cui c'è scritto Hilde. Alberto le parla dell'acropoli poi succede qualcosa di incredibile: l'acropoli ritorna com'era nel IV secolo a.C., il filosofo è vestito come un greco antico e si mette a parlare con Platone! Platone pone a Sofia quattro domande. Finisce qui il video.

Platone 

Sofia risolve, riflettendoci, i quesiti postile da Platone. Nel suo nascondiglio segreto (il Covo) il cane di Alberto, Hermes, le ha portato una lettera che parla di Platone e della sua «dottrina delle idee».

La Casetta del Maggiore 

Finito di leggere Platone Sofia si avventura verso il bosco per cercare la casa di Alberto: arriva così alla «Casetta del Maggiore». La casa è vuota ma Sofia capisce che è la casa del filosofo. Trova un portafoglio appartenuto a Hilde e nota due quadri, uno chiamato Bjerkely e l'altro Berkeley. Scopre anche uno specchio magico e nota sul tavolo una lettera per lei. Il filosofo sta per arrivare, Sofia prende la busta e scappa.

Aristotele 

Sofia manda una lettera a Alberto per scusarsi di essere entrata a casa sua come una ladra. Intanto inizia a rispondere alle domande contenute nelle buste. Dopo di che riceve una lettera di Alberto su Aristotele, il padre della logica e filosofo empirista.

L'ellenismo 

Sofia trova una cartolina diretta a Hilde, proveniente dal padre di lei, e si accorge che è datata 15 giugno 1990, cioè un mese dopo, il giorno del compleanno suo e, a quanto scopre, anche di Hilde. A scuola, si trova a dover svolgere un tema in classe di religione, senza aver studiato, e scrive ciò che ha imparato dalla filosofia. L'insegnante rimane in dubbio su come valutarla, ma alla fine decide di darle un buon voto.
Alberto le fa arrivare un'altra lezione di filosofia, stavolta a proposito delle filosofie ellenistiche, ed in particolare dei cinici, degli stoici, degliepicurei, dei neoplatonici e del misticismo.

Le cartoline 

Sofia e Jorunn fanno un'escursione in tenda vicino alla Casetta del Maggiore, e Sofia ne approfitta per ritornarvi insieme all'amica. Là trova varie cartoline indirizzate a Hilde, che prende, insieme a uno specchio.

Due aree culturali 

Sofia riceve da Alberto, e legge, una busta che racconta delle origini della nostra civiltà, a partire dalla matrice indoeuropea (politeista, con una visione ciclica del tempo) e semitica (monoteista, con una visione finalistica della storia), con il passaggio dell'europa dalle origini indoeuropee al Cristianesimo (originatosi in area semita).

Il Medioevo 

Dopo una settimana di intervallo, Sofia riceve un'altra cartolina diretta ad Hilde, ed Alberto le telefona, dandole appuntamento dal vivo la notte seguente, alle quattro, in una chiesa. Per riuscire ad andarci, fa credere alla madre di essere a dormire da Jorunn.

Entrata nella chiesa, trova Alberto vestito da frate, che gli parla del medioevo europeo (in particolare riferendosi ad Agostino d'Ippona eTommaso d'Aquino) paragonando le ore ai secoli: iniziano alle quattro, che simboleggiano il IV secolo, per finire a mezzogiorno, la fine del medioevo.

Verso la fine, Alberto accenna a Ildegarda di Bingen, monaca del XII secolo, della Sophia come lato femminile di Dio (che apparve un giorno a Ildegarda di Bingen in sogno), e di un Alberto Magno insegnante di Tommaso d'Aquino. Sofia sospetta un collegamento con quanto le accade.

Il Rinascimento 

La notte successiva Sofia sogna Hilde, con cui però non riesce a parlare, e al risveglio trova sotto il suo cuscino un ciondolo con incise le lettere HMK. Dopo aver fatto colazione, compare nel giardino il cane Ermes che la guida alla casa di Alberto, al cui ingresso trova un'altra cartolina indirizzata a Hilde, in cui il padre si dispiace del fatto che lei abbia perso il suo ciondolo d'oro. Entrata nella casa, piena di mobili e oggetti antichi, Alberto inizia a parlarle di filosofia, del Rinascimento: la nuova concezione dell'uomo e l'origine del metodo scientifico. Uscendo, Alberto chiama Sofia Hilde, a suo dire per errore.

Il Barocco 

Sofia racconta infine alla madre di Alberto e della filosofia, anche se non in dettaglio e non le parla degli aspetti più strani della vicenda. Dopo aver trovato altre due cartoline, una a scuola in un libro e l'altra per strada, Sofia torna nella casa di Alberto, che le racconta del successivo periodo, il Barocco.

Cartesio 

Alberto Knox parla a Sofia di Cartesio e poi la fa dialogare con il programma di un computer, un esempio di intelligenza artificiale. Ma ancora una volta l'onnipresente maggiore appare sullo schermo del computer per mandare gli auguri di buon compleanno a Hilde. Alberto, dopo aver cancellato dal disco rigido i file "knag", spegne il computer inferocito.

Spinoza 

La spiegazione di Alberto continua con Spinoza. Poco prima di uscire per tornare a casa, Sofia prende una banana, ma trova scritto all'interno della buccia un altro augurio per Hilde.

Locke 

La madre di Sofia, arrabbiata, pretende di conoscere Alberto; Sofia risolve parzialmente mostrandole la videocassetta che le aveva mandato da Atene, e lei nota che somiglia al maggiore che, più di quindici anni prima, abitava nella casetta nel bosco. Due settimana dopo Sofia torna da Alberto, accompagnata dal cane Ermes che le sembra parlare augurando ancora una volta buon compreanno a Hilde. Alberto inizia poi a parlarle di John Locke.

Hume 

Sofia vorrebbe sentire prima Berkeley ma Alberto dice che parlerà prima di Hume, filosofo empirista scettico che afferma che non dobbiamo trarre conclusioni affrettate sui rapporti causa-effetto e che se commettiamo un'opera buona è merito dei sentimenti e non della ragione che ci suggerisce di fare solo quello che conviene a me (infatti, diceva Hume, non è in contrasto con la ragione preferire la rovina del mondo al graffiarsi un dito).

Berkeley 

Studiando la filosofia di George Berkeley, Sofia scopre insieme ad Alberto che loro non sono altro che personaggi di un libro scritto dal maggiore come regalo di compleanno per la figlia Hilde. Poiché il maggiore è lo scrittore, nel loro mondo è praticamente un Dio onnipotente. Sofia torna a casa in lacrime, perché ha scoperto di non essere reale ma di condurre la propria esistenza in un libro.

Bjerkely 

Hilde Moller Knag si sveglia la mattina del 15 giugno, il giorno del suo compleanno. Appena sveglia vede sul comodino il regalo di suo padre Albert Knag, un libro intitolato Il mondo di Sofia. Esso è un romanzo filosofico che il padre le ha scritto per insegnarle la filosofia. Mentre lo legge nota con sorpresa che il padre ha inserito nel racconto molti auguri di compleanno facendoli avere a Sofia. Tanto è bello il libro che Hilde si scorda di andare a messa. Alla fine quando arriva al punto in cui Sofia trova la sua collana Hilde arriva a pensare che Sofia esiste veramente.

L'Illuminismo 

Hilde continua la lettura e arriva fino al punto in cui Sofia scopre di non esistere. Dopo di che continua la lettura con Sofia che riceve la pagella (con tutti 8) e si incontra con Alberto nella casetta del maggiore. Qui Alberto le rivela che sta progettando un piano per uscire dal libro ma non le può dire nulla di più perché sono sorvegliati dal Maggiore Knag. Poi inizia a parlare dell'illuminismo. Ad un tratto un serpente marino esce dal laghetto e Sofia e Alberto impauriti entrano nella casetta. Qui trovano una lettera del maggiore che dice che Alberto si era scordato di accennare al motto Libertà, Uguaglianza e Fraternità.

Kant 

Hilde smette di leggere e passa la serata a festeggiare il compleanno. A mezzanotte riceve la telefonata di suo padre che le anticipa che nel capitolo su Kant ci sarebbe stato un ultimo augurio in musica. Dopo di che Hilde riprende a leggere.

Alberto parla a Sofia di Immanuel Kant e delle sue opere fondamentali, La critica della ragion pura e La critica della ragion pratica, sempre in modo molto sintetico (il terzo capolavoro di Kant, La critica del giudizio, verrà appena menzionato nel capitolo sul romanticismo). Alla fine della spiegazione le consiglia di non credere a quello che vede perché cose incredibili come il serpente marino o il messaggio-banana sono solo trucchi del maggiore. Il maggiore può far percepire con i sensi tutto quello che vuole ma 7+5 fa sempre 12 e quindi bisogna fare affidamento alla ragione. Dopo di che i due cantano tanti auguri a te a Hilde. Sulla strada del ritorno Sofia incontra Winnie the Pooh che le consegna una lettera per Hilde.

Il Romanticismo 

Sofia continua il suo percorso storico-filosofico con la corrente del Romanticismo, nata in Germania nel XVIII secolo che presenta analogie con il mondo degli Hippies e figli dei fiori degli anni '60. La vita dell'essere umano torna ad essere un tutt'uno con la vita della natura, scompare la distinzione tra la razionalità e i sensi e si cerca di vivere cercando di scoprire l'esistenza dell'uomo all'interno dell'uomo stesso.

Al termine della spiegazione appare Aladino che fa uscire dalla lampada Albert Knag in forma di genio che coglie di nuovo l'occasione per fare gli auguri a Hilde. Alberto e Sofia ottengono la conferma che sono veramente personaggi di un libro e, arrabbiati per il modo con cui vengono trattati dal maggiore, chiedono a Hilde di fare qualche scherzetto al padre per vendicarli. Alberto e Sofia giungono alla conclusione che sono solo delle impotenti ombre cinesi e che anche Albert Knag e Hilde potrebbero essere personaggi di un libro. In questo caso Alberto e Sofia starebbero in un libro nel libro.

Hegel 

Alberto parla a Sofia di Hegel e del suo sistema dialettico. Hilde viene convinta dai due a fare uno scherzetto al padre quando tornerà dal Libano.

Kierkegaard 

Alberto parla a Sofia di Kierkegaard, il precursore dell'esistenzialismo.

Marx 

Sofia, attraversando il bosco per arrivare alla casetta del maggiore, incontra la piccola fiammiferaia e Ebenezer Scrooge. Sofia, impietosita per le condizioni della piccola fiammiferaia, chiede a Ebenezer se può mantenerla ma lui risponde che sarebbe uno spreco di denaro. Allora la piccola fiammiferaia professatesi comunista incendia l'erba. Giunta alla casetta Alberto le racconta di Karl Marx e del comunismo che si oppone al capitalismo.

Darwin 

Alberto parla di Charles Darwin, il "padre" dell'evoluzionismo.

Freud 

Alberto parla di Freud, il "padre" della psicanalisi. Ancora una volta il maggiore fa apparire nel libro dei personaggi fantastici, in questo caso laBanda Disney.

Il nostro tempo 

Sofia riceve una telefonata da Alberto che la invita a bere un caffè in un bar. Sofia quindi arriva all'appuntamento e trova Alberto che le parla diSartre e dell'esistenzialismo ma anche della New age e dei libri che parlano di Ufo e fantasmi e poteri paranormali. Dopo di che Alberto fa vedere a Sofia su uno scaffale di una libreria un "corvo bianco": il suo libro scritto dal maggiore.

La festa in giardino 

Sofia e Alberto si salutano. Sofia torna a casa e si prepara per la sua festa di compleanno. Per colpa del maggiore però tutto va a rotoli e succede un casino: ragazzi impazziti che si lanciano le torte in faccia, Jorunn che fa l'amore sull'erba con Jorgen e diventa incinta, altri ragazzi che guidano la mercedes dell'agente di cambio, il padre di Jorunn, e la fanno schiantare contro un melo. Approfittando del caos Sofia e Alberto si dileguano. Il libro scritto dal maggiore si conclude qui.

Contrappunto 

Hilde dopo aver letto il libro si chiede se Sofia e Alberto siano riusciti a scappare dal libro.

La risposta è si: Sofia e Alberto riescono a fuggire dal libro ma nel mondo reale sono fantasmi: solo altre persone fuggite dai libri li possono vedere e sentire. Sofia e Alberto si mettono in viaggio per andare a casa di Hilde mentre Hilde decide di fare uno scherzetto al padre. Il maggiore infatti lungo la via del ritorno a casa trova numerosi biglietti da Hilde che gli dicono cosa deve fare e si sente manovrato da Hilde esattamente come Alberto e Sofia si sentivano manovrati da lui.

Sofia e Alberto, dopo aver conosciuto altri personaggi dei libri in un bosco vicino a un motel, arrivano a casa di Hilde che sta aspettando il padre al molo. Sofia tenta di comunicare con Hilde ma Hilde sente solo la sensazione che c'è qualcuno. Poco dopo arriva il maggiore che abbraccia la figlia e la moglie e inizia a parlare a Hilde del Big Bang.

Il Big Bang 

Mentre il Maggiore spiega a Hilde il Big Bang, Sofia sale sulla barca. E Hilde, che ha intuito che Sofia e Alberto sono lì anche se in spirito (e Alberto stupendosi ha detto che forse è sensitiva), dice "La barca a remi sta andando alla deriva!", il padre: "Uno di noi due deve buttarsi in acqua", infine Hilde: "Facciamolo tutti e due, papà".


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Personaggi principali

Sofia Amundsen: Sofia è nata il 15 giugno 1975, lo stesso giorno di Hilde. Ama molto gli animali; infatti ha un gatto (Sherekan), dei pesciolini, una tartaruga e una cocorita. È una creazione dello scrittore Albert Knag per insegnare la filosofia a sua figlia Hilde. Tuttavia grazie alla filosofia, insegnatale da Alberto Knox, riesce alla fine a fuggire dal libro e a conquistare la libertà. La sua migliore amica è Jorunn. È estremamente individualista e matura per la sua età.

Alberto Knox: Alberto è l'insegnante di filosofia di Sofia. È stato creato dal maggiore per insegnare la filosofia a sua figlia Hilde. Alberto si prende cura di Sofia, le insegna la filosofia ed è lui ad organizzare la fuga dal libro. Crede fermamente nella ragione e usa la sua mente per controllare situazioni di cui non ha il controllo. Capisce che lui e Sofia non sono altro che pensieri nella mente del maggiore e decide di utilizzare l'inconscio del maggiore per scappare.

Hilde Moller Knag: la figlia di Albert Knag. Hilde assomiglia molto a Sofia; come lei è affascinata dalla filosofia e ha un padre che si assenta spesso per lavoro. Prova compassione per Sofia e Alberto, anche se sembrano essere personaggi fittizi, e crede che essi esistano veramente. A quindici anni crede ancora nella natura misteriosa della vita e nei misteri inspiegabili che ci circondano al punto da credere in qualcosa di apparentemente impossibile; alla fine si scopre che Hilde ha ragione — Sofia e Alberto "esistono" in qualche strano modo. Hilde rappresenta quelle persone che credono in quello che sente essere vero nonostante gli altri la pensino diversamente. Hilde rappresenta il lettore ideale del libro di Gaarder.

Albert Knag: Maggiore dell'ONU e padre di Hilde, nonché autore della storia di Sofia e Alberto, concepita come regalo di compleanno per la figlia.
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    Temi 

    L'importanza della filosofia 
    Il Mondo di Sofia è sia un romanzo sia un breve trattato sulla storia della filosofia; anche per questo la filosofia è il tema unificatore del libro. La filosofia viene presentata non come semplice esercizio esoterico praticato da gente che non aveva altro da fare ma come qualcosa di necessario per l'esistenza umana. Sofia e Alberto hanno bisogno della filosofia per comprendere il loro mondo. Ma la loro situazione è diversa da quella del lettore. A differenza del lettore, dopo una complessa ricerca filosofica, scoprono da dove viene il loro mondo: il loro mondo è una creazione di Albert Knag. Ma il fatto che, a differenza di Sofia e Alberto, non sappiamo rispondere alla domanda "Da dove viene il mondo?" non vuol dire che non ce la dobbiamo porre. Infatti, come afferma Gaarder nel romanzo, un vero filosofo non smette mai di fare domande.
    Alberto tenta di far capire a Sofia come sia fantastico vivere. Secondo lui è il fatto che ci poniamo domande filosofiche e tentiamo di dare una risposta a esse che ci rende umani. Perché siamo qui, come vivere una buona vita, e tutte le altre domande filosofiche sono, secondo Gaarder, le domande più importanti che ci possiamo porre. Anche se non ci renderà la vita più semplice o non sarà facile rispondere a queste domande, la filosofia suscita in noi meraviglia e stupore per la stranezza del mondo e della nostra esistenza.
    « Esiste un mondo. In termini di probabilità ciò sfiora il limite dell'impossibile. Sarebbe stato molto più degno di fede se casualmente non vi fosse stato alcunché. In tal caso, nessuno avrebbe domandato perché mai non vi è nulla.  »
    (da Maya dello stesso autore).

    La libertà è solo un'illusione
    Uno dei temi principali del romanzo è quello della libertà. Sofia e Alberto scoprono che la loro esistenza è dovuta all'immaginazione di Albert Knag. Fino a quel punto Sofia credeva di essere un essere libero e autonomo. Quando però Alberto le spiega la filosofia di Berkeley diventa chiaro che non sono veramente liberi perché vivono le loro esistenze in un libro e non sono quindi loro a decidere come comportarsi ma è lo scrittore a farlo. Comunque nonostante questo hanno una piccola autonomia dallo scrittore perché alla fine Sofia e Alberto riescono a trovare un modo per scappare dal libro e a conquistare la libertà.
    Ma Albert Knag è veramente libero? Nel capitolo "Il romanticismo" viene suggerito che anche lui e Hilde potrebbero vivere la loro esistenza in un libro. Dunque forse anche lui potrebbe non essere libero ma sottomesso a uno scrittore che ha deciso di scrivere un libro sul maggiore dell'ONU Albert Knag che scrive il romanzo "Il mondo di Sofia" (i cui protagonisti sono Sofia e Alberto) per insegnare a sua figlia Hilde la filosofia. Il cosiddetto tema della "storia nella storia" è riconducibile al romanzo fantastico di Michael Ende, La storia infinita.

    Simboli 
    Un libro nel libro 
    "Il mondo di Sofia" è un libro nel libro o metaromanzo. Gaarder ricorda costantemente al lettore che sta leggendo un libro su dei personaggi che stanno in un libro che un personaggio del libro (Hilde) sta leggendo. Alberto insegna a Sofia la filosofia ma in realtà le lezioni non sono per Sofia ma per Hilde. Il lettore comprende poi che le lezioni non sono per i personaggi immaginari del romanzo ma per lui.


    Sogni 
    Il mondo di Sofia contiene molti sogni, alcuni dei quali non sono facilmente distinguibili dalla realtà. Sofia, dopo aver raccolto la collanina di Hilde in un sogno, una volta svegliatasi la trova nella realtà sotto il guanciale. Certamente, considerato che i sogni di Sofia vengono orchestrati dal padre di Hilde, questo non sembra strano. Tuttavia il fatto che poi Hilde non riesca più a trovare la collanina che Sofia ha raccolto nel sogno suggerisce che qualcosa di strano accade.
    Hilde sogna che Sofia tenta di parlarle prima dell'arrivo di suo padre e alla fine del romanzo accade proprio questo. In questo caso il sogno è stato profetico. Tuttavia il ruolo dei sogni nel romanzo è più importante di quanto sembri: non hanno solo un ruolo profetico ma ci fanno riflettere sulle nostre possibilità di comprendere il mondo.

    Impatto 

    Il romanzo, pubblicato in Norvegia nel 1991, ha riscosso molto successo. Il romanzo ha ricevuto il Premio della Critica Norvegese ed è entrato nella classifica dei best-seller in Danimarca, Svezia, Germania e in Italia (dove ha vinto anche il premio bancarellino nel 1995). Molti giornali europei hanno fatto recensioni positive: il Der Spiegel scrive Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder è un successo letterario mai visto dopo quello del nome della rosa di Umberto Eco; il Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive 600 pagine scritte con uno stile limpido e pieno d'humour... Jostein Gaarder siede sul trono dell'Illuminismo europeo.. Secondo un sondaggio del 2003 della BBC il libro è 175° nella classifica dei libri più amati dagli inglesi.


    A causa del successo del romanzo si pensò di produrre una versione cinematografica. Il 30 gennaio 1995 venne trasmesso sul canale inglese BBC 2 all'interno del programma The Late Show una versione per la TV. Quattro anni dopo, nel 1999, il regista norvegese Erik Gustavson realizzò il film Il mondo di Sophie. Questo film però è uscito solo in Norvegia. Esiste comunque la versione tedesca, Sofies Welt, che è disponibile in DVD. Il film è stato trasmesso anche in Australia sotto forma di miniserie in otto parti.
    La trama del film è simile a quella del libro: Sofia Amundsen un giorno riceve delle lettere misteriose che contengono domande filosofiche a cui non riesce a dare risposta. In seguito conosce il misterioso filosofo che le mandava quelle lettere, Alberto Knox, che inizia a insegnarle filosofia. Sofia scopre studiando Berkeley che loro non esistono ma vivono le loro esistenze in un libro scritto dal maggiore Albert Knag per insegnare a sua figlia Hilde la filosofia. Sofia e Alberto, finito il corso di filosofia, riescono a scappare dal libro e si ritrovano nel mondo reale dove però sono una specie di fantasmi che non possono essere visti e sentiti da nessuno.
    Essendo un film di sole due ore molti filosofi sono stati tagliati e la storia della filosofia viene spiegata in maniera molto meno dettagliata che nel libro. Inoltre il film è più fantasy del libro, infatti avvengono molti avvenimenti fantastici (la metamorfosi di Alberto, Sofia e Alberto che attraversando una breccia giungono nel rinascimento ecc.). Il film è stato il film norvegese più costoso.

    Il videogioco 
    Nel 1998 è uscito anche la versione videoludica per PC prodotta da Learn Technologies. Nel gioco il giocatore non interpreta Sofia ma un'altra persona. Il giocatore può scegliere all'inizio del gioco il nome del protagonista. Il gioco è in parte videogioco in parte enciclopedia. Infatti oltre a proseguire nell'avventura risolvendo enigmi e quesiti filosofici è possibile consultare anche una specie di enciclopedia che spiega i vari filosofi e i vari periodi storici dai filosofi della natura al XX secolo. È possibile inoltre interagire con i vari personaggi come Sofia e il maggiore Knag che mandano al giocatore delle lettere ma anche con Alberto che pone al giocatore alcuni quesiti filosofici. I livelli di gioco sono ben 20.
    Esiste inoltre un gioco da tavolo sul mondo di Sofia.


    Il sito 
    Nel 2002 a opera dei filosofi Antonio Martuscelli e Luigi Orlotti viene creato il sito di divulgazione filosofica dedicato allo spirito del romanzo di Jostein Gaarder (www.ilmondodisofia.eu). Con l'intento di diffondere la cultura filosofica ai più ampi livelli della società si pubblicano gratuitamente tesi di laurea, articoli, recensioni e notizie. Dopo l'enorme successo dei primi cinque anni di attività, nel 2007 viene fondata l'Associazione culturale "Il Mondo di Sofia" sotto il patrocinio dello stesso Jostein Gaarder che ne è anche primo socio onorario.




    Acciaio di Silvia Avallone


    Francesca Morganti ed Anna Sorrentino sono due adolescenti, quasi quattordicenni, che vivono a Piombino, nei casermoni prospicienti il mare che il Comune ha riservato agli operai: via Stalingrado. Un quartiere di frontiera, verso tutto e in tutti i sensi. Le due ragazze sono belle, provocanti, e vivono la loro bellezza come un passaporto verso il mondo adulto che si schiude loro nelle forme della vita "facile" dei ragazzi più grandi, e della vita, invece durissima, dei genitori. Francesca infatti, deve subire le angherie di un padre-padrone, Enrico, infatuato e gelosissimo della figlia, senza che la madre, Rosa, una trentaquattrenne sfiorita e rassegnata, obbietti alcunché, mentre la famiglia di Anna, composta, oltre che da Anna, dalla madre, Sandra, operaia politicamente impegnata, e dal fratello, Alessio, operaio specializzato che di notte si droga e ruba per "avere più grana", si disfa progressivamente a causa del padre, Arturo, delinquente di piccola tacca assillato da manie di grandezza. Sullo sfondo, la Lucchini (diventerà russa solo nel 2004, svarione notevole del libro), la potente acciaieria (ma non più così potente come tanti anni addietro) con il suo altoforno, AFO 4, che domina la vita di tutti i personaggi, nel fulgore dell'inizio dell'era Berlusconi, in cui conta non tanto il denaro quanto l'apparenza, nella torrida estate del 2001, prima del crollo delle Twin Towers. Ma Francesca ed Anna sono occupate a vivere la propria vita di piccole vincenti, già dominanti nell'angusto panorama della loro esistenza e paghe della loro vita l'una nell'altra, ignare della coetanea Lisa, intelligente ma, ancora, brutto anatroccolo, che invece le osserva con invidia ma anche con un precoce e insospettabile occhio critico, e sua sorella Donata, disabile e costretta su di una sedia a rotelle.
    I loro sogni si concentrano sulla ricchezza che vedono solo da molto lontano, sull'isola d'Elba affollata di turisti (a Stalingrado i turisti non esistono), di turristi milanesi e tedeschi con i SUV, di benessere, di tranquillità.
    La vita quindi scorre quasi su binari obbligati, ma qualcosa, con il crescere delle due ragazze, amiche del cuore, quasi sorelle, muta. Le due amiche non frequenteranno la stessa scuola: Sandra vuole che la sua intelligente figliola studi e si laurei, divenga qualcuno, in una prospettiva di lotta di classe, e la ragazza, veramente intelligente e studiosa, s'è iscritta al ginnasio. Francesca, invece, che non riesce a vedere oltre il proprio angusto mondo, e soprattutto, oltre l'amica, frequenterà l'IPS. Ma c'è dell'altro. Perché se Anna comincia ad interessarsi ai ragazzi in modo più aperto rispetto alla provocazione da bambina sfrontata che le è nota, Francesca, che vede nell'amica l'unica cosa bella della sua vita, si scopre attratta da lei: il rifiuto oppostole dall'amica la sconvolge e porta la loro amicizia verso la rottura. E la cesura avviene la notte di Ferragosto, quando Anna, dopo i primi sbaciucchiamenti con i coetanei (Massimo e Nino, quest'ultimo infelicemente innamorato di Francesca, che gli dirà chiaramente che non le piacciono i maschi), si innamora di Mattia, un amico del fratello e come lui operaio alla Lucchini. Francesca vede il tradimento del loro mondo, e si lega ad un'attonita Lisa, che non comprende bene le dinamiche del cambiamento della ragazza, ma accetta volentieri il ruolo di surrogato (molto inferiore, per Francesca) di Anna.
    In mezzo, si muovono e si sviluppano i sentimenti di Rosa, che vorrebbe, dopo l'ennesima brutalità del marito contro la figlia, denunciarlo e mutare vita; di Sandra, figlia di un partigiano decorato dal Presidente della Repubblica, comunista in un modo ormai berlusconiano, che vorrebbe lasciare Arturo, licenziato dalla Lucchini e coinvolto in un losco giro di opere d'arte rubate; di Alessio, fratello di Anna, una specie di ras del quartiere in lotta fra il proprio desiderio di rivalsa sociale e il suo ruolo di operaio metalmeccanico, ormai privo di qualsivoglia eco di coscienza di classe, innamorato di Elena, la sua prima fidanzata superiore a lui socialmente e dirigente del personale della Lucchini (piccola osservazione: è piuttosto arduo credere che una ragazza neolaureata sia nominata come responsabile del personale di una grande acciaieria...); di Mattia, giovane sbandato che si innamora di Anna ma non comprende la mutevolezza della quattordicenne; di Cristiano, amico di Alessio, neo-padre in rivolta col suo ruolo.
    L'inizio della scuola, che vede le due amiche iscritte a due istituti diversi, e il formarsi di nuove abitudini (in mezzo, un 11 settembre narrato in una prospettiva del tutto differente dalla versione ufficiale) contribuisce a rendere le due ragazze ancora più estranee. Anna, il cui padre è ricercato dalla polizia per furto di opere d'arte, si getta nello studio e nella relazione, insoddisfacente sul piano umano, con Mattia, mentre Francesca, a seguito di un incidente in cui il padre rimane psichicamente menomato, si ripiega sulla famiglia, fra il padre ridotto a gigantesco bambino e la madre dipendente dal PROZAC e dagli psicofarmaci, nel perenne ricordo di Anna e nella nostalgia della loro intimità.
    Nel maggio del 2002, la svolta. Francesca si lancia, diventando ballerina di lap dance in uno dei locali prediletti dalla gioventù (e non) operaia della zona, rifiutando sempre più il mondo maschile che non l'attrae in alcun modo, ma scatenando la propria vitalità animale. Anna si accorge della sostanziale inconsistenza della sua relazione con Mattia, con cui non ha nulla in comune, principiando una crisi profonda.
    La tragedia deflagra quando, nel maggio 2002, Alessio, che ha riallacciato un simulacro di legame con Elena, viene inavvertitamente schiacciato dal caterpillar condotto dall'amico Mattia, che, guidando, pensa al corpo morbido di Anna.
    In una mattina giugno Francesca, tornando da una notte di esibizioni al "Gilda", vede Anna affacciata alla finestra. Le due ragazze si guardano e ccomprendono la necessità che sentono l'una per l'altra, in qualsiasi modo si estrinsechi tale vicinanza. Allora, si riconciliano, e, dato che non è poi la fine del mondo, come dice Sandra servendo loro la colazione, una colazione ancora da bambine, decidono di andare in spiaggia. All'isola d'Elba.